“Ri-trovarsi costruendo leg-ami”… ultimo incontro del progetto “Spazio ai genitori”

Il Progetto “SPAZIO ai GENITORI”, che ha coinvolto quest’anno i genitori della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria di entrambi i plessi, spegne la candelina numero 4 e si conferma ancora una volta un’opportunità per le famiglie per incontrarsi, conoscersi e raccontarsi ma anche per ricercare e costruire legami. 

Mercoledì 29 maggio si è svolto l’ultimo dei quattro incontri previsti per l’anno scolastico 2018/2019 e, partendo da tali presupposti, ha visto genitori e figli coinvolti in un laboratorio creativo durante il quale si sono potuti sperimentare e che ha avuto lo scopo di favorire un contatto diverso tra adulto e bambino attraverso un’attività creativa, un’iniziativa pensata affinché genitori e figli potessero fare esperienze di gioco creativo attraverso materiali semplici o di recupero. 

Il pomeriggio inizia con la lettura animata del libro “La favola dei Caldomorbidi”di Claude Steiner, raccontata dalla dott.ssa Assunta Marrone, Psicologa Psicoterapeuta, tramite la tecnica del Teatro Kamishibai.

Il Kamishibai è un teatro d’immagini, “uno straordinario strumento per l’animazione alla lettura” che ha origini giapponesi e che veniva utilizzato dai cantastorie per incantare grandi e piccini. 

Genitori e figli infatti, catturati dalla lettura, con l’aiuto della dott.ssa Marrone, si sono cimentati ad interpretare ogni singola tavola ed è stato interessante ascoltare le loro riflessioni che si intersecavano tra di loro dando vita ad un’intensa discussione!

Nella favola si racconta di un luogo in cui le persone vivevano felici. I bambini, protagonisti della storia, potevano contare, fin dalla nascita, sul benefico tepore creato dal contatto con i Caldomorbidi, e potevano averne e darne a volontà, almeno fin quando una strega malefica non sopraggiunge a modificare questa situazione ideale.

I riconoscimenti, la vicinanza e l’intimità che i Caldomorbidi rappresentano vengono infatti scambiati dalla strega, avida e invidiosa, con dei sostituti che sotto un’apparenza attraente, si rivelano in realtà Freddoruvidi, che tengono a distanza e che sono alimentati da isolamento e paura. Sarà “una giovane donna dai fianchi larghi” a fornire l’esempio di un relazione franca e il “permesso” di poter scambiare di nuovo Caldomorbidi.

Nella nuova relazione che la giovane donna propone, i bambini -e chissà forse anche i grandi- possono riscoprire la legittimità e il piacere dell’espressione autentica dei propri bisogni, della comunicazione diretta e dell’intimità. 

La favola è a finale aperto, come del resto la vita (“ Tu che ne pensi?”).

Nella favola l’Autore riprende e sviluppa il concetto di carezze, unità-base del legame e del riconoscimento umano.

Nella favola dei Caldomorbidi l’assenza o la penuria di carezze fanno “appassire la spina dorsale” e la tavola con toni grigi e ombre lunghe e ricurve è molto evocativa al proposito.

La carezza rimanda ad un gesto di contatto radicato nel corpo e alla reciprocità relazionale, è più di un semplice contatto, è ciò di cui ci serviamo per dar forma ed alimentare una progressiva costruzione e maturazione dell’Io, qui ed ora, con l’altro e tramite l’altro, in un rapporto che possiamo pensare di scambio e negozialità relazionale in un sistema aperto di sviluppo.

Al termine del coinvolgente racconto, la favola dei Caldomorbidi è stata utilizzata come stimolo per un’esperienza laboratoriale sulla tattilità rivolta a genitori e figli. Con l’ausilio di materiale caldo e morbido: lana, feltro, ovatta, stoffe colorate, spugna, nastri ecc… si sono costruiti i caldomorbidi. Ognuno ha potuto personalizzare e decorare la propria creazione con vari materiali di recupero, rendendoli un dono speciale.

La favola di Steiner ha creato lo sfondo emotivo e l’ambiente facilitante di queste esperienze trasformando l’esplorazione sensoriale in un viaggio nel “paese dei Caldomorbidi” e aiutando ciascun partecipante a narrare una propria storia. 

Riportiamo alcune frasi dei bambini: 

“Le persone donano i Caldomorbidi agli altri. Un Caldomorbido è una cosa morbida, è un fiore, una carezza…” 

“Un Caldomorbido è l’amore”

“Regalarsi i Caldomorbidi vuol dire volersi bene.”

Tutti hanno bisogno di amore, tutti possiamo darne e riceverne senza misura, perché OGNUNO DI NOI PUO’ ESSERE FONTE INESAURIBILE DI CALDOMORBIDI!!!

Quello che infonde coraggio ai sogni è la speranza di poterli realizzare…

Seminare gesti Caldomorbidi alimenta dolci pensieri come lo è stata la conclusione della serata!

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